Numero inventario | Scheda n.2 del 12/10/1913 |
Artista | Piero d’Angelo di Guarniero detto “della Quercia” |
Titolo | Annunciazione o Angelo annunciante e Madonna annunciata |
Iscrizioni | Nessuna iscrizione |
Misure | 1,73×46,5×54 cm (Madonna); 1,73x51x38 cm (Arcangelo Gabriele) |
Materia e tecnica | Legno di pioppo scolpito e dipinto |
Datazione | 1394 |
Descrizione | Coppia di sculture a tutto tondo raffiguranti rispettivamente la Madonna e l’Arcangelo Gabriele nel compimento dell’episodio evangelico dell’annunciazione. Ambedue le statue presentano il retro svuotato. L’abito dell’angelo presenta un manto bianco, bordato di rosso e decorato da fregi dorati e da una veste azzurra; la veste della Vergine è invece un abito rosso dalle finiture dorate. Le ciocche dei soggetti sono partite e ricadenti ad ombre. L’arcangelo Gabriele doveva possedere un paio d’ali, non presenti nell’attuale esposizione dell’opera. |
Storia | L’opera viene commissionata per la chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta e non conosciamo il luogo esatto in cui venne posizionata al momento della sua creazione, ma molto probabilmente avrebbe dovuto trovarsi nei pressi dell’altare maggiore come possiamo dedurre da una prima scheda, custodita nell’archivio parrocchiale e datata 1913, in cui Matteo Marangoni testimonia che l’opera era collocata nella soffitta della canonica, essendo stata rimossa dalla chiesa a seguito del rinnovamento dell’area absidale. La Vergine a questa altezza cronologica ci viene descritta come molto manomessa e rovinata, infatti il petto e il grembo erano stati rimodellati e scavati per far sì che la statua lignea potesse essere vestita, mentre le braccia, mozzate per facilitare le operazioni, erano ancorate da staffe in ferro; anche l’Angelo risulta molto danneggiato e logoro nelle parti più sporgenti. La Vergine conserva sul retro un anello mobile molto probabilmente utilizzato per appenderla o ancorarla sui baldacchini spesso usati per le processioni. L’angelo riportava sul volto alcuni interventi, che avevano alterato il colore originario e lo strato preparatorio sottostante, inoltre gli occhi erano stati resi più espressivi tramite l’apposizione di palpebre in stucco. Nel 1938 le statue furono esposte alla mostra senese Sculture d’Arte senese del secolo XV, in seguito fu effettuato un primo restauro di tipo conservativo, che non recuperò la cromia originale dell’opera. Questo fu realizzato da Aldo Favilli tra il 1955 e il 1957, in previsione dell’esposizione del gruppo alla mostra intitolata Mostra d’arte sacra, tenutasi a Lucca a partire dal 1976.Una successiva operazione di restauro è stata effettuata nel 1995 da Marco Gazzi, in occasione della sua esposizione alla mostra Scultura lignea. Lucca 1200-1425 tenutasi a Villa Guinigi, con questo intervento l’opera fu riportata all’antica policromia e ripulita dai segni lasciati dalle pratiche popolari di vestizione; durante il restauro sono state attaccate le braccia con tasselli in legno simili agli originali. |
Luogo espositivo | Oratorio della Santissima Trinità |
Parole chiave | Angelo annunciante, Annunciazione, arcangelo Gabriele, gruppo scultoreo, legno dipinto, Madonna annunciata, Piero d’Angelo di Guarniero, pioppo, scultura dipinta, scultura lignea, scultura votiva, Trecento. |
BeWeb | D’Angelo di Guarnieri P. (1394), Madonna annunciata scultura e D’Angelo di Guarnieri P. (1394), Angelo annunciante scultura |
Bibliografia | C. BARACCHINI, Scultori lucchesi tra Piero d’Angelo e Antonio Pardini, in Scultura lignea. Lucca 1200 – 1425, a cura di Clara Baracchini, Catalogo della mostra, Vol. I, Firenze 1995, pp. 138-207. M. CAMPIGLI, Su Nino Pisano e sul suo seguito in Toscana: due madonne lignee della Fondazione Giorgio Cini, «Saggi e memorie di storia dell’arte», 27, 2003, pp. 35-56. P. CARDILE, The Benabbio Annunciation and the Style of Jacopo Della Quercia’s Fathher, Piero D’Angelo, «Antichità viva», 2, 1978, pp. 25-32. M. GAZZI, Schede tecniche – schede 1-64, in Scultura lignea. Lucca 1200 – 1425, a cura di Clara Baracchini, Catalogo della mostra, Vol. II, Firenze 1995, pp. 2-155 e pp. 205-207. N. LAGANÀ, Da Menabbio a Benabbio. Storia religiosa e civile della comunità, ricostruita attraverso i documenti di archivio parrocchiali, arcivescovili e statali, Firenze 2007. E. LAZZARESCHI, La dimora a Lucca d’Jacopo della Quercia e di Giovanni da Imola, «Bullettino Senese di Storia Patria Senese», 1925, pp. 63-97. M. MARANGONI (1913), Schede di oggetti d’arte, Archivio della Parrocchia di S. Maria Assunta, Benabbio, Italia. S. MARTINELLI, La scultura dal Duecento alla metà del Quattrocento, in Arte nella Valle del Serchio. Tesori in Garfagnana e Mediavalle dallìAlto Medioevo al Novecento, a cura di Annamaria Ducci e Stefano Martinelli, Lucca 2018, p. 107-136. C. VON FABRICZY, Kritiches Verreichnis toskanischer Holz in Fahrbuch der … Kunstsammlungen, 1909, p.5. |
A cura di Cecilia Petri.
Scheda realizzata durante il Laboratorio di Elaborazione Informatica di Fonti Storico-artistiche dell’Università di Pisa (a. a. 2021-22), a cura della Professoressa Sonia Maffei.